3 Giu

Buona l’idea

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Attenta Ankela, Silvio è stato visto al Poligrafico dello

Stato.

5 Feb

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30 Dic

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23 Dic

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Buone Feste

10 Dic

Come uno zombie

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Sono vivo, ma il mio spread si alza ed il mio rating è

sceso a Z, come zombie. E che mi resta? Tirare

pizzicottI a malcapitate.

14 Lug

AIAAA ……CHE DOLORE

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dolore

non si gode più. Ora solo lacrime e sangue

14 Giu

Punto G? NO! Punto Q!! = Orgasm

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orgasm

Punto G superato. Ora siamo al punto Q (come quorum).

Trovalo e orgasmerai!!!

30 Mag

brindo…ma con sobrietà

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allegriaPorco boia, ragassi

che bunga bunga gli abbiamo fatto,

ma sempre con sobrietà.

18 Mag

Azzimo (no, non parlo di LUI)

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azzimo

Non male i primi risultati, speriamo nei secondi…ora possiamo parlare del più e del meno, serenamente.

Da bambino vedevo fare le pulizie generali in casa prima di Pasqua e mi chiedevo il rapporto fra Pasqua e pulizie.

Chiedevo: “Perché mamma?” e lei: ” Bo?, si sono sempre fatte a Pasqua!”.

Ora, continuando a leggere testi sulle religioni, ho visto il possibile aggancio.

Ai tempi della fuga dall’Egitto, gli ebrei, andando di corsa, non poterono far lievitare il pane e lo mangiarono azzimo.

E anche oggi gli ebrei nei giorni di Pessach mangiano pane azzimo.

A Pessach, la Pasqua ebraica, si tramanda la tradizione di pulire la casa per levare ogni briciola di pane lievitato.

In ricordo degli antichi momenti.

Quindi, pulizia generale, via le briciole e via, già che si ha la ramazza in mano, anche lo sporco.

Penso che le nostre pulizie pasquali derivino da questo.

Ho chiesto ad Ariela se la tradizione continua a  e lei mi ha confermato che nulla è cambiato, anzi si usa nascondere un pezzetto di pane lievitato in modo che i bambini si possano scatenare nella ricerca, con premio finale: penso dolcetto non lievitato.

17 Mar

Anabasi, ovvero un venerdì sfigato

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anabasi

Sottotitolo: Sci sciancrati, sciatore sciancato


Mi sto riprendendo adagio adagio dall’ultimo giorno di sci. Era un venerdì…..

venerdì di tregenda…


Un sole caldo illuminava le piste di Zillertal. La neve farinosa era solcata sicura dai miei sci sciancrati. Ecco, curvo veloce intorno al pilone dell’ovovia.

Porca…lo sci sinistro si blocca all’improvviso, mi fa ruotare, manovro sullo sci destro, taglio la strada ad una tedesca che mi lancia un “….arschloch”, che poi mi dicono essere un “prendilo lì…”.

Rimango in piedi non so come e mi domando che cavolo è successo.

E’ partita la soletta dello sci? La lamina è saltata? Niente di tutto questo. Ho schiacciato un grumo di grasso caduto dall’ovetto, il grumo si è attaccato allo sci, lo sci si è bloccato. Poteva capitare solo a me.

Che fare? Pulire! Raduno i fazzolettini che ho nelle tasche, non bastano. Che fare? Fermo con gesti supplici gli sciatori che passano dalle mie parti e domando: ” Excuse me, an handkerchief, please” Come si dirà in todesco?

Si fermano, mi guardano: “A bad cold?” .  No, non ho il raffreddore, ho del grasso che mi cola ( già perchè il grasso mi era piovuto anche sul casco e sulla giacca), il tutto ormai in italiano. Bastava il mio italico sguardo lacrimoso.

Nel mentre cercavo di pulire lo sci ed il vestimento, telefonavo agli amici che non mi vedevano arrivare.

“…Ho il grasso dappertutto..”   “Ti ha investito un grasso? Ti ha fatto male?” “..No ..Arrivo…ingrassato”

“…spiegati, il grasso è lì con te?”   Li ho alfine raggiunti. e dopo le spiegazioni e le immancabili prese per il sedere riprendiamo a sciare.

Non è finita. Una madre sciatrice guardando il figlio in snowboard non mi vede e mi prende in pieno. Volo. “..entschuldigen Sie bitte” Me lo son fatto spiegare. Era un sorry.

Altra trlefonata,e ammaccato raggiungo gli amici. “Basta , non è giornata. è tardi, scendiamo a valle!”

Fine della giornata (almeno credo), siamo alla macchina. Salvo. Faccio Vedere l’intimo (di sopra): “..e pensare che sulla maglia c’è scritto Bionic,

ora ci faccio scrivere sfigonic..”.

Battuta di un’amica spiritosa (maligna e sampdoriana):

“Ti conviene prendere anche le mutande bioniche, non si sa mai…”

Sono vivo e domani si rientra. Via a comprare wurstel e speck e poi tutti in piscina.

Già. La piscina. Entro. Saluto il gruppo già in acqua. Mi distraggo. Per via di natiche fuori ordinanza? Non so.

Volo sul bagnato. Culata dolorosissima. E i polsi, sui quali mi sono appoggiato, molto mal messi. Rotti? Stringo i denti. Rimango seduto sul pavimento, immobile, e chi riesce a muoversi?. E il gruppo malefico ride. “..ti ci volevano le mutande bioniche…vieni a sciare e cadi in piscina!”

Io: “aiuto, ho male”. Non ho neanche lacrime.

Ma il venerdì poi è finito. E sabato 600 Km con il culo dolente ed i polsi che non riuscivano a stringere il volante.

Ma, alla fine ; …”salatta, salatta …mare, mare (ricordo dell’Anabasi di Senofonte), Sori, Sori..”.

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